Mastopessi

Intervento di sollevamento o lifting del seno senza l'impianto di protesi mammarie

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Intervento di sollevamento del seno

La mastopessi o lifting del seno si rende necessaria quando le mammelle sono divenute ptosiche (sono - "letteralmente" - cadute) oltre un certo grado da non consentire un miglioramento estetico sensibile adottando semplicemente la tecnica dell'impianto protesi.
I gradi di ptosi si definiscono con numeri crescenti da uno a quattro a seconda del rapporto che le areole stabiliscono con i solchi inframammari e a seconda dell'orientamento dei capezzoli. Complessi areola capezzolo scesi oltre il solco e con i capezzoli che "guardano" in basso definiscono il quarto grado di ptosi. Si considera ptosi di terzo grado quando i capezzoli guardano in avanti ma le areole sono scese al di sotto dei solchi, nel secondo grado le areole restano più o meno a livello dei solchi e nel primo grado le areole sono in parte al di sopra dei solchi mentre il corpo ghiandolo adiposo delle mammelle scende con la sua "pancia" oltre il solco infra mammario.

Foto pre & post intervento di Mastopessi
Dott.ssa Giovanna Gagnatelli

Mastopessi indicazioni

La mastopessi quindi è richiesta quando si rende necessario sollevare il seno caduto oltre le possibilità di un suo "recupero" con la semplice mastoplastica additiva che fino a quando è possibile resta l'intervento di prima scelta in virtù della sua semplicità  e delle minori cicatrici chirurgiche che comporta.

Mastopessi obiettivi

Con la mastopessi le mammelle vengono sollevate in toto e anche i complessi areola capezzolo vengono riposizionati sul nuovo cono mammario.

La posizione ideale, di riferimento, quando si progetta una mastopessi, per quanto riguarda la posizione delle mammelle e delle areole che devono essere progettate al centro del nuovo cono mammario, prende in esame alcuni parametri che sono la linea emiclaveare (perpendicolare tesa tra un punto a circa metà della clavicola e il capezzolo) sulla quale va segnata la distanza ideale delle areole dalla clavicola, all'emiclaveare appunto, che è di circa 21 cm, e la quantità di cute da rimuovere ai poli inferiori per compattare le mammelle che hanno "perso" di tono e per realizzare l'effetto push up del cono mammario, sostenuto dalla maggior tensione ottenuta ai poli inferiori, dovuta alla asportazione di cute.

La mastopessi quindi serve a rimodellare le mammelle che vengono ricompattare e sollevate per l'effetto push up della spinta della nuova tensione ai poli inferiori ottenuta con l'asportazione di parte del rivestimento cutaneo.

Foto pre & post intervento di Mastopessi

Mastopessi tecnica chirurgica

La tecnica chirurgica della mastopessi comporta come prima mossa chirurgica l'incisione periareolare e successivamente lo scollamento a partire da questo accesso chirurgico del rivestimento cutaneo, tanto quanto basta per consentire una ricompattazione del corpo ghiandolo adiposo della mammella e una sua spinta verso l'alto a seguito del l'asportazione del rivestimento cutaneo eccedente in base alla nuova forma dei coni mammari.

A seconda dell'occorrenza e in parte dell'esperienza del chirurgo, non esclusa la sua visione estetica delle mammelle, sarà  possibile limitare le cicatrici chirurgiche della mastopessi solo al perimetro areolare, oppure, come più spesso accade, oltre alla cicatrice però areolare, presente in tutte le tecniche, aggiungere anche una cicatrice verticale decorrente dall'areola al solco e infine, per privilegiare al massimo la forma potrà  rendersi utile un'ultima cicatrice decorrente nel solco inframammario.

Quando la paziente desidera oltre a sollevare il suo seno implementarne anche il volume la mastopessi viene integrata con un impianto di protesi mammaria.

Mastopessi preparazione all'intervento

La preparazione alla mastopessi, a parte gli esami di routine e della eco mammaria consigliata prima di ogni intervento sulle mammelle, deve prendere in seria considerazione la correttezza dell'indicazione stessa all'intervento di mastopessi. Questa che potrebbe di primo acchito sembrare una considerazione ovvia in quanto valevole per tutte procedure chirurgiche, nel caso della mastopessi riveste un ruolo centrale nei casi nei quali l'alternativa potrebbe essere la mastoplastica additiva.

è proprio in questi casi che conta al massimo l'esperienza del chirurgo e la sua capacità di esprimere con chiarezza alla paziente, i pro e i contra di una tecnica versus l'altra tecnica.

Se è vero che le cicatrici chirurgiche della mastopessi sono sempre più penalizzanti rispetto alle cicatrici chirurgiche della mastoplastica additiva, che sono quasi inesistenti, è altrettanto vero che, se il solo impianto protesi non risolve il problema di una forma non accettabile, la paziente non sarà assolutamente contenta.

Foto pre & post intervento di Mastopessi

Mastopessi tempi di recupero

Una stima prudente ci può far affermare che una quindicina di giorni possono essere sufficienti per considerarsi liberi da garze, da controlli ravvicinati e da dolori particolari. Per quanto riguarda la ripresa della palestra dopo un intervento di mastopessi specie se con protesi, è giusto considerare un mese di standby.

Mastopessi rischi complicazioni

I problemi connessi con le procedure di mastopessi possono essere delle asimmetrie residue, specie se già presenti prima dell'intervento di mastopessi e dei ritardi di guarigione delle ferite. è bene sapere che praticamente non ci sono problemi irrisolvibili e che con un intervento secondario di ritocco il chirurgo potrà sicuramente "aggiustare" qualsiasi situazione, se dotato della necessaria esperienza.

Foto pre & post intervento di Mastopessi

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